Ustica, isola ribelle

Ustica, isola ribelle

È un’isola ribelle, Ustica. Non solo perché è al di fuori delle rotte turistiche, ma anche perché non corrisponde agli stereotipi della tipica vacanza su un’isola. Ustica era chiamata l’Isola dei ribelli, perché prima i Borboni, poi i Savoia sovrani d’Italia, quindi Mussolini e anche la neonata repubblica pensarono bene di mandarvi quelli che davano fastidio. Così di qui è passato negli Anni 20 e 30 il fior fiore dell’intelligenza anarchica, socialista e comunista, da Gramsci a Rosselli, da Bordiga a Parri (ma anche intellettuali libici o etiopi).

Una ribellione, la sua, che perdura nel tempo ed in qualche modo ne amplifica la bellezza selvaggia che non è stata quasi “scalfita” neanche dalla pandemia - qui il Covid19 non è praticamente arrivato, se si esclude una manciata di casi. Spesso citata come «la perla nera del Mediterraneo» (etichetta riconosciuta però anche ad altre isolette), come le Eolie conserva evidenti tracce della sua origine vulcanica, fra cui le sue coste nere e frastagliate. Un solo paesino si arrocca sulla salita che inizia nei pressi del porticciolo dove attraccano i traghetti; una sola strada, che percorre ad anello l’intera superficie, e due fari che custodiscono i due estremi dell’isola: quello orientale nei pressi della Rocca della Falconiera, fortezza di origine borbonica, e quello occidentale, nella contrada Spalmatore.

Da anni è stato riconosciuto il grande interesse naturalistico di Ustica, isola che viene salvaguardata da ben due riserve: l'Area Marina Protetta, istituita nel 1986 (prima Riserva Marina italiana), e la Riserva Terrestre, istituita nel 1997, che regolano le attività che ruotano intorno all'isola, sopra e sotto il mare. Si punta sempre di più ad un turismo ecocompatibile mirato a far conoscere, rispettare e conservare le bellezze di questo “piccolo scoglio”. Anche se le immersioni e il mare sono la maggior attrattiva, la piccola Ustica offre numerose attività alternative di grande interesse. Molteplici sono i percorsi pedonali a ridosso della costa, cammino di mezzogiorno, o quelli della parte più interna dell'isola, passeggiata al boschetto, per muovere verso esplorazioni naturalistiche nella splendida cornice dell'isola.

L’istituzione dell’Area Marina Protetta di Ustica ha dato il suo determinante contributo negli anni, dividendo in tre aree lo specchio d’acqua attorno all’isola per una distanza di tre miglia dalla costa. I fondali dell'isola sono particolari per la biodiversità marina che ci permettono di osservare un numero molto elevato di specie animali e vegetali. L'isola si trova all'interno dell'omonima Area Marina Protetta. L'Area Marina Protetta dell'Isola di Ustica si divide in tre zone distinte: ''ZONA A'' di riserva integrale, che si estende dalla Caletta a Cala Sidoti, ''ZONA B'' di riserva generale, che si estende da Punta Cavazzi a Punta Homo Morto settore Nord, e ''ZONA C'' di riserva parziale, che comprende il settore Sud dell'isola da Punta Homo Morto a Punta Cavazzi.

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