Walea, la regina del nuovo millennio

di Andrea Ferrari - foto di Andrea & Antonella Ferrari

Pensate d'aver già visto tutto?

Siete convinti che il mare - sopra e sott'acqua - non abbia più sorprese per voi?

Aspettate d'aver visto Walea!

Questa remota isola indonesiana, parte dell'arcipelago delle misteriose Togian, nascosta nel grande golfo di Tomini nel Sulawesi centrale, è destinata a diventare in breve tempo una nuova Sipadan, una nuova Layang Layang, una nuova Mabul; secondo noi, e non crediamo di sbagliarci, sarà la destinazione regina del nuovo millennio.
Prima di tutto perché poche altre località al mondo possono vantare una così strepitosa varietà di fondali assolutamente vergini e a distanze tanto ravvicinate: il "reef di casa" davanti alla spiaggia regala specie rare e fantastici incontri in memorabili notturne, quelli da sud-ovest a nord-ovest consistono in meravigliosi giardini di corallo assolutamente intoccati e quelli da sud-est a nord-est promettono invece incontri spettacolari in profondità e corrente con grandi pelagici.
Poi perché poche altre destinazioni attualmente sul mercato possono vantare una tale straordinaria bellezza fuori dall'acqua: il Walea Diving Resort si affaccia su una spiagga da cartolina ed è immerso in una foresta equatoriale che s'infittisce gradualmente man mano che ci si addentra nell'interno... fino a spalancarsi sulla strepitosa spiaggia situata sul lato opposto del promontorio, in un paesaggio di struggente e indimenticabile bellezza tropicale.
Qui sono di casa variopinte lucertole volanti, timidi e grandi varani, aquile di mare, falchi pescatori, grandi buceri e persino numerosissimi pappagalli (ricordate, l'Australia è molto vicina!).
Poi, ancora, perché i tre italiani coraggiosi e visionari che l'hanno scoperta - Luca Candia, Simona Motti e Emanuele Zunini - stanno facendo di tutto per preservarne intatto il fascino primordiale

Il Resort vero e proprio è composto da soli undici cottage in legno (6 con letto matrimoniale e 5 con letti separati) tutti con vista sul mare e veranda esterna, corrente elettrica 220v, ventilatore a pale, lindi, raffinati e perfettamente integrati nell'ambiente, e l'area circostante (ben 10 ettari) è stata dichiarata sotto tutela grazie ai loro sforzi.
In un raggio di 500 metri dalla costa è vietato ancorare e pescare, sulla terraferma è stato imposto l'assoluto divieto di taglio delle essenze e sta anche dando i suoi primi frutti un programma di tutela dei siti di deposizione delle tartarughe marine, concordato prima con qualche difficoltà ed ora finalmente accolto con entusiasmo dalla popolazione locale.
A Walea l'acqua è di sorgente, i rifiuti vengono prima inceneriti e poi trasformati in compostaggio e tutto ciò che è natura - sopra e sott'acqua - viene protetto e difeso con grande impegno.

E le immersioni? Strepitose, e sicuramente con ancora molto da scoprire.
Potremmo raccontarvi di cernie giganti, mante, aquile di mare, vortici di carangidi, squali pinna bianca, grigi e dalle punte argentee, ma vi parleremmo di cose ovvie.
Dopo qualche tuffo nelle limpide acque di Walea non ci farete più caso, e comincerete a notare tutto il resto: spugne a canne d'organo e a orecchia d'elefante tanto grandi da far scomparire quelle dei Caraibi, nuvole di castagnole tropicali che risplendono come gioielli, tonni di passo grandi come bauli, meduse gigantesche e microscopici cefalopodi, ghiozzi lunghi pochi millimetri nascosti tra le madrepore e oloturie grandi come zucche...
Insomma, quello di Walea è un mare straordinariamente ricco, capace di stupire ed entusiasmare anche il più smaliziato dei fotosub.

I segreti della sabbia

In una località tanto ricca di forme di vita come Walea è facile "andare in confusione", soprattutto se si è alle prime armi, e restare letteralmente travolti e ipnotizzati dal vorticoso caleidoscopio di forme di vita che ci balenano freneticamente davanti alla maschera.
I reef di Walea sono del tutto vergini, e risplendono di una vitalità sottomarina ormai rara altrove: pesci angelo, pesci farfalla, castagnole tropicali, pesci pappagallo e pesci palla danzano ovunque il loro multicolore balletto, inseguendosi tra formazioni madreporiche gigantesche ed enormi spugne variopinte.
Prendete un po' di fiato, allora, e fermatevi un attimo.
Scendete con noi sul fondo, a pochi centimetri dalla sabbia immacolata, e fate finta d'ignorare tutto quel turbinio di vita che vi frulla sulla testa. Ecco, guardate lì: scoprirete che i fondali sabbiosi dell'Indo-Pacifico centrale possono regalare sorprese ancor più interessanti di quelle che ci presenta la barriera corallina. Da quel buco scavato nella sabbia fa capolino una piccola buffa testa sormontata da due sporgenti occhioni da ranocchio: è un ghiozzo (dopo un po' che li studiate vi verrà voglia di collezionarli sul vostro log-book!), che fa la guardia sulla porta di casa mentre il gamberetto suo coinquilino, mezzo cieco, fa le pulizie, spalando la sabbia in eccesso come un piccolo bulldozer.
E quell'affare che sporge qui sotto? Se non vi muovete troppo in fretta lo scoprirete presto: è l'occhio sporgente di un grande dasiatide, una razza dalla coda spinosa che riposa sul fondale ricoperta da un sottile strato di sabbia.
Se la osservate da vicino vi accorgerete che la pupilla è coperta da una piccola flangia frastagliata, che l'animale può stringere o allargare a volontà per far "scomparire" l'occhio e controllare la quantità di luce che lo investe.
E quella cosa incredibile che striscia laggiù? WOW! Ma è una specie rarissima, il polpo mimo, talmente raro e misterioso che non ha ancora un nome scientifico! Accidenti com'è strano! Guardate che braccia sottili, e che testa a punta che ha! Cambia continuamente forma e colore, sembra quasi un'insegna al neon...
Adesso fa finta di essere un serpente di mare a bande bianche e nere: pochi secondi fa sembrava una sogliola, e fra un minuto si trasformerà in una squilla in agguato nel suo buco.
Cosa dite? Che qui sopra sta passando uno squalo di tre metri? E mi distraete per questo?

Dove e come immergersi

Tre immersioni superlative e alla portata di tutti. Per cercare i grandi incontri in profondità (Lampu Manara), ammirare splendidi giardini di corallo (Gegolan) o per dedicarsi alle difficili sfide della macrofotografia (Pasir Putih).

1 Lampu Manara
Profondità max: 45 mt
Corrente: forte
Visibilità: buona
Livello: medio

2 Gegolan
Profondità max: 20 mt
Corrente: media
Visibilità: ottima
Livello: facile

3 Pasir Putih
Profondità max: 20 mt
Corrente: assente
Visibilità: ottima
Livello: facile

Come, dove e quando

L'isola di Walea (Waleabahi) fa parte dell'arcipelago delle isole Togian e si trova nella remota baia di Tomini, sulla costa orientale dell'isola di Sulawesi (ex-Celebes), in Indonesia. Grande all'incirca quanto l'isola d'Elba, è abitata da piccoli gruppi di pescatori indigeni.
Il Walea Diving Resort è situato sul promontorio sud-orientale dell'isola, pressoché disabitato. In Indonesia si parlano il bahasa Indonesia e l'inglese, ma a Walea è di casa l'italiano.
Al Walea Diving Resort si accede con un volo da Manado, facilmente raggiungibile a sua volta con voli Silk Air (una sussidiaria di Singapore Airlines) da Singapore. Una volta atterrati sulla pista di Luwuk ci si trasferisce via terra al porto di Pagimana (due ore circa di auto), dal quale si raggiunge Walea con una breve navigazione (circa un'ora e mazzo).
Il clima è equatoriale (temp. media dell'aria 30° C) e la temperatura dell'acqua oscilla tra i 29° e i 31° C.
Il periodo migliore per visitare Walea va da febbraio a novembre, ma il Walea Diving Resort è comunque aperto tutto l'anno. Per ulteriori informazioni su Internet: www.walea.com.

Per recarsi a Walea viene richiesto per i cittadini italiani passaporto in regola con le marche da bollo annuali e valido almeno 6 mesi dalla data di ingresso in Indonesia.

Per i soggiorni inferiori ai 2 mesi non viene richiesto alcun visto.
Non viene richiesta alcuna vaccinazione, consigliata l'antimalarica.
Si consiglia di premunirsi di prodotti contro le punture di insetti.
Corrente elettrica 110/220 volt.
La moneta locale è la Rupia Indonesiana (IDR) suddiviso in 100 Sen.
La lingua nazionale è il Bahasa Indonesia comunque l'inglese è largamente diffuso.
Il fuso orario è di +6 ore rispetto all'Italia durante l'ora legale.

Il Walea Diving Resort offre un Diving Center Padi a 5 stelle (uno dei due di tutto il Sulawesi) perfettamente organizzato, con due istruttori italiani e un dive master locale altamente specializzato.
Per le immersioni vengono utilizzate tre imbarcazioni di nove metri in vetroresina con motori fuoribordo appositamente allestite.
Le attrezzature comprendono due compressori Bauer, 50 bombole da 11 litri in alluminio monoattacco e una gamma completa di attrezzature Mares per il noleggio (GAV, erogatori, manometri, mute, pinne, calzari, torce, computer).
Lo standard professionale è particolarmente alto e il livello di affidabilità notevole. Non esistono camere iperbariche nelle vicinanze, per cui la cautela è d'obbligo.