Il mar Rosso d'Egitto

Il mar Rosso d'Egitto

Il Mar Rosso si è formato da un' enorme fessura che si è creata dal distacco della placca tettonica africana da quella asiatica. Della lunghezza di 2250 chilometri, 350 di larghezza nel punto massimo, che termina con una strozzatura di soli 26 chilometri e con un fondale di 135 metri prima di entrare in comunicazione con l'Oceano Indiano. E' una caratteristica unica che ha mantenuto l'isolamento dell'intero bacino che, assieme alla mancanza di pioggia, di fiumi e all'elevata temperatura dell'aria, provoca una elevata evaporazione con aumento della salinità dell'acqua che raggiunge il 41 per mille contro la media del 35.
Mare su cui si affacciano nazioni diverse, ricco di storia e leggende, culla di civiltà. Perché sia stato chiamato Rosso non si sa. Scientificamente la colorazione superficiale è dovuta ad una particolare alga; storicamente questo mare si chiamava  Eritreo, aggettivo che in greco significa rosso. I subacquei degli anni settanta che si affacciavano increduli su questo mare scoprirono che gli arabi lo avevano denominato il Giardino di Allah e non avevano torto.
Dall'estremità settentrionale del Golfo di Aqaba fin giù a Berenice, confine meridionale dell'Egitto,  in un'acqua chiarissima cresce la più rigogliosa varietà di coralli duri mai vista, in una esplosione che ancora oggi sorprende. In questa flora marina esuberante vi è anche una fauna marina variegata fatta di specie che hanno eletto la propria residenza in queste acque provenienti dal vicino Oceano Indiano.
Le coste settentrionali egiziane divennero negli anni novanta il mare tropicale prevalente dei subacquei italiani, ma ben presto anche gli appassionati del nord Europa iniziarono ad apprezzare le magnificenze di quest'ambiente che ancora oggi si sono conservate in modo particolare nelle aree meridionali meno battute dal turismo di massa.
La caratteristica barriera del Mar Rosso è a frangente perché costeggia la riva e si apre verso il largo. Può in molti casi estendersi come una piattaforma anche per decine di metri e formare piccole lagune all'interno per poi cadere a picco a profondità che variano da zona a zona. Tutte queste costruzioni sono molto vicine alla superficie e la luce e il calore solare aiutano ad uno sviluppo veloce dei polipi di corallo che anno dopo anno formano queste preziose e insuperabili costruzioni naturali. Condizioni uniche a cui si deve aggiungere la mancanza di sedimenti portati da fiumi  che lasciano l'acqua sempre perfettamente cristallina. Presenta quindi una varietà di madrepore importante (oltre 400 specie) con coralli molli, acropore, spugne e alghe e una altrettanto ricca varietà di fauna di cui il 17% è endemica. In pratica un sistema che non ha riscontro altrove.

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